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«L'amore è un fuoco nascosto, una piaga gradevole, un veleno saporito, una amarezza dolce, un dolore dilettevole, un tormento allegro, una ferita dolce e fiera, una morte blanda.
»


Fernando De Rojas.









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postato da CharlieBrown75 alle ore 23:41
mercoledì, 29 luglio 2009


Comunicazione indefinita

Non ho malta tra le mani,

non so impalar mattoni,

eppur un perfetto muro vedo davanti a me…

Appare solido, costruito da fattezze conosciute, orgogliose forse paurose

Caspita...sembra senza appigli,

indefinibilmente scalabile,

forse attende campioni della scalata a vista sui terreni sfuggenti,

oppure sciocchi fuoriclasse del free-solo, depositari della verità che è meglio morire che saper la verità una volta caduti a terra…

Che strani edifici erge la comunicazione indefinita tra anime sfocate e sfuggenti.

Penso che lo intitoleranno ai gendarmi della chiarezza,

per festeggiare nel modo migliore la fine della loro sofferenza d’ansia….

 

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-------------On Air------------

David Sylvian - Forbidden Colours

 

The wounds on your hands never seem to heal
I thought all I needed was to believe

Here am i, a lifetime away from you
The blood of christ, or the beat of my heart
My love wears forbidden colours
My life believes

Senseless years thunder by
Millions are willing to give their lives for you
Does nothing live on?

Learning to cope with feelings aroused in me
My hands in the soil, buried inside of myself
My love wears forbidden colours
My life believes in you once again

Ill go walking in circles
While doubting the very ground beneath me
Trying to show unquestioning faith in everything
Here am i, a lifetime away from you
The blood of christ, or a change of heart

My love wears forbidden colours
My life believes
My love wears forbidden colours
My life believes in you once again

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postato da CharlieBrown75 alle ore 23:44
domenica, 07 giugno 2009



Lonely Slap


Improvvisamente la solitudine batte,

schiocca i suoi attimi quando meno te lo aspetti

amabilmente schiaffeggia superfici d’orgogliosi volti,

brutalmente accarezza le acidule lacrime prodotte, preziose e timide nell’uscire verso il realmente irreale.

Poi velocemente scompare,

Ne rimane che un sottile dolore di sottofondo,

un respiro inconsapevolmente affannato....

così insostenibile anche l’aria più leggera e rarefatta,

sotto un peso enormemente assente.

 

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postato da CharlieBrown75 alle ore 14:58
mercoledì, 08 aprile 2009


..la saggezza razionale serve per contemplare i limiti,
l'istinto irrazionale ne avvicina i passi,
la forza della passione li fan superare....
ben venga la nostra istintiva follia.

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postato da CharlieBrown75 alle ore 00:26
domenica, 05 aprile 2009


E’ bello riguardare vecchi pensieri.

Rileggerne i versi capovolti, può nascondere che in fondo, parte di quel che sono ora l’ho sempre saputo…ed emozionarsi per questo non è reato…

Già, è proprio bello non sapere dove si sta andando.


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postato da CharlieBrown75 alle ore 13:42
sabato, 28 marzo 2009



Cerchi e Muse...

Spesso, cerchiamo di dissolvere le paure attraverso i sogni,

ma il risultato non è scontato,

piene le fosse di progetti in malora,

sature le liste dei buoni propositi….

Avendo avuto molte vittime annegati tra i disagi,

cerco di alleggerirne la pena,

scendendo a coscienti compromessi con due muse..

Vivon tra vesti cineree,

respirano sguardi subdoli e delicati,

si sazian di emozioni illogiche,

dormono abbracciate al subconscio…

Musica, il nome della prima, Parole, la seconda.

Signore del mio Se,

menti dell’ignoto,

disegnano in rettilineo un cerchio di sicurezza,

che espandono e contraggono, secondo un respiro che gioca a dadi con il confine del rischio.

Che siano sempre di attesa anche loro di scegliere, ascoltare e vivere un viaggio?

Chissà…

Un giorno, Se volete, riponete la risposta nella mia mano....

 

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postato da CharlieBrown75 alle ore 14:38
sabato, 14 marzo 2009


artwork from suckatlife.com

Visions

La malinconia è un sensazione in astinenza da sogni…

La paura la coperta per l’insicurezza…

Il silenzio un’amnesia della tristezza.

La solitudine confidente delle indecisioni.

Che strane abitudini hanno queste mie visioni,

Vivono come se non avessero mai previsto d’esser libere

Svanendo poi all’alba d’ogni giorno

Lasciandomi con l’effimero senso d’incompiuto notturno

Abbandonandomi ad una giornata sempre troppo lunga da esistere

Che bello però, oggi c’è il sole anche per loro….

 

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postato da CharlieBrown75 alle ore 00:23
sabato, 14 febbraio 2009




Il pianoforte

Nel mio cervello, in una stanza remota, dove non c’è tempo per far passare il tempo,

si trova in fondo, accostato ad un muro di ricordi, uno sgabello di noce moscata ed un pianoforte nero ebano, entrambi sempre in attesa, che una solitaria anima di passaggio, ne accarezzi con le sue timide dita il bianco e sfiori il nero…

regalandogli in cambio, lo splendore di vibrazioni invisibili.

 

Saltuariamente,

riconosco alcune di loro produrre le dense sensazioni sonore,

ma mai le sento arrivare,

come se avessero passi di nuvola e dita d’oro.

Ieri notte invece, 33 passi ho inteso avvantaggiarsi rispetto al silenzio che li attorniava,

ed un familiare volto, proprietario di quel cammino, ho visto accomodarsi davanti a quel piano,

portando le mani inanellate sopra alla tastiera inaspettatamente ansiosa.

 

I lesti movimenti di quelle lunghe dita acute, non tratteggiavano le abituali armoniche misure,

ma eseguivano serie di nuove note dissonanti.

Snocciolando pericolose sequenze di accordi, dove crome e biscrome non avevano più forza per aggrapparsi a quel pentagramma bislacco, una pioggia di ritmi convulsi,

cadevan senza dolore su uno strano tappeto tessuto con contrappunti incompiuti.

 

I suoni,

preoccupati da quella mancanza di sicura consuetudine, cominciarono sempre di più ad inasprirsi;

si disaccoppiavano accordi in maggiore,

si accoppiavano disaccordi in minore.

Piccole note in bemolle cercaron di scappare, indolenti a quelle alterazioni continue.

Un sofferente do diesis si spostò, cercando di non farsi percuotere da un mignolo,

vissuto fin a quel momento in una mano bizzarra, multiforme,

capace di sfiorare,

come la brezza sfiora un letto di rose,

capace di colpire,

come un maldestro martello percuote un chiodo troppo curioso,

uscito appena dal muro solo per capire se ci fosse dell’altro,

oltre il sostenere le apparenze su intonaci di falsità...

 

Le corde,

le sole, che sempre colpite dovrebbero esser le prime a desiderar di fuggire,

inaspettatamente non si muovettero dalla loro tesa posizione.

Come in una rituale, attesero che i loro magici intrecci metallici venissero percossi dai soffici battenti, quest’ultimi candidi e strampalati corrieri, tramite unico tra le mani di chi era seduto su quello strano sgabello e le mute emozioni che cercavano di gridare senza rumore...

 

Un prodotto sonoro imponente, cominciò invisibilmente ad occupare la stanza.

Vibrazioni soniche disperate,

oscillazioni timbriche gentili,

tutto ciò che era suono,

tutto ciò che era rumore,

gonfiò pareti dapprima solide,

poi cartapesta dinanzi a composizioni sofferentemente vive come non mai...

 

Semitoni in successione,

alterarono la salda geometria del muro innalzato da anni di flashback..

Continue scale armoniche,

segnarono quelle pareti rivestite da calce viva di rimpianti ...

Ottave impossibili,

plasmarono una mano di vento decisa ad aprire la porta che divideva i sogni dagli incubi

Trilli impazziti,

si lanciarono come sassi verso finestre affacciate su sconosciute vite alternative.

 

Il corpo,

non accennò movimenti, timoroso d’alterare quel concerto d’equilibrio.

 

Le orecchie,

nell’assaporare quei fraseggi, cercarono di far perdere tra i loro labirinti quel soave passaggio, senza riuscire nel loro tentativo di commovente ossessione del bello,

urlarono così di gelosia, impazzendo, perché coscienti d’esser solo un tramite per l’impudente memoria, recettore ultimo di quel sonoro, unica e sola a poter aver gli strumenti chimici per tradurre quelle vibrazione invisibili.

 

Gli occhi,

impauriti per quella anonima posizione privilegiata,

spaventati nell’idea d’osservar il volto di chi subbugliava in un disordine piacevole, un corpo in apparente calma,…cercarono l’ultima spiaggia per fuggire, chiudendosi dietro palpebre trasparenti, incoscienti che dell’effimera azione non poteva che rimaner la delusione di un risultato inaspettato,

non la fine di quello strano incubo….ma l’inizio di un nuovo sogno,

avrebbero comunque visto il loro stesso volto, il mio volto…

 

Così, fu tutto questo, ed ora sono qui ad osservare….

Sono io a sedere sul profumato sgabello..

sono io a suonare..

sono io a sfiorare la polverosa tastiera con le mie dita inanellate,

sono io a godere dei miei stessi accordi

singhiozzando di una vita scritta su un pentagramma bislacco,

ma ancora in tempo per riempirlo con nuove note ancor più dissonanti,

guardando allo stesso tempo i muri scalfiti dalla mia stanca anima,

le finestre rotte dove passa il vento di una vita passata, ma che si affaccia su un futuro incerto ma presente

 

….mi giro…

 

La stanza è proprio come la desiderio in ogni tenebra…

Ma questa notte la voglio sognare in un modo nuovo, il muro dei ricordi ci sarà ancora, ma gli accordi veglieranno i miei incubi … così mi sentirò meno solo.

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postato da CharlieBrown75 alle ore 18:04
martedì, 03 febbraio 2009


una cioccolata calda..un pacchetto di pavesini al caffe...
un sapore che cerca di coprirne altri..
solo un estemporaneo pensiero di metafora personale
già, troppo spesso è stata ed è così la mia vita
un eterno tirar qua e la una corta coperta per coprire chissà cosa..
come straniero mi nascondo da paure irrisolte
come lupo mi nascondo in una tana
come naufrago solo in mezzo ad un oceano di dubbi



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postato da CharlieBrown75 alle ore 15:52
mercoledì, 24 dicembre 2008



Estemporanea Soluzione?

Pensavo fosse più facile affrontare il freddo,

nell’effimera attesa di una nuova stagione

ma sto vivendo solo un precaria pace temporanea,

è quindi ora di nuovo d’incamminarsi?

I piedi sono pronti, stanchi e stantii del troppo riposo

altresì la neve, soffice quanto basta per accoglierne le orme,

la testa forse, ancora non lo è, ma probabilmente le basterà volgersi

osservare cosa lascia in sicurezze e cosa non troverà in soluzioni;

preferirà si, questo nulla da riempire……?

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postato da CharlieBrown75 alle ore 15:38
martedì, 18 novembre 2008


Esistono…?

 

Esistono note più fragili del suono di un  rimpianto?

Ascolto persone sorde

Esistono piacevolezze più acri del sapore di un rimorso?

Mangio su tavoli individuali pensieri insipidi

Esistono terreni scoscesi dove incontrare pensieri instabili e coraggiosi?

Cammino su pianure desolate prive di ideali a tracciar la carreggiata

Esistono ragion d’esser in un mondo da scoprire?....

Dormo in un buio nascosto alle circostanze....

 

Ma dimmi esistono gli uomini?

Non saprei che dirti io vivo sulla terra.


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